Siamo i barbari calati per saccheggiare la città vetrina e gozzovigliare sulle sue rovine.
Siamo il selvatico che infesta le crepe di questa civiltà.
Non capiamo il lavoro e non ci interessa capirlo. Siamo viventi, non ingranaggi meccanici di produzione e riproduzione di questa società.
Non ci interessano le vostre gabbie dorate. Che poi viste da vicino tanto dorate non sono. Sentiamo continuamente parlare di “riqualificazione”, di “lotta al degrado”, “sicurezza e legalità”. Quello che vediamo è speculazione edilizia per far aumentare il valore degli immobili, aumento degli affitti, espulsione dei poveri, distruzione di vite e legami sociali e consumo di quel suolo che la natura ha faticosamente riconquistato alla civiltà. La vostra lotta al degrado è lotta contro i poveri, i devianti, gli esclusi. Lotta contro tutto ciò che disturba l’occhio del benpensante e che con la sua devianza rischia di abbassare le prospettive di rendita della speculazione. La sicurezza poi sembra una barzelletta. Voi non volete la sicurezza della vostra libertà, voi volete la tirannia, l’occhiuto controllo che colpisca con violenza il diverso, l’emarginato e chiunque altro vi ricordi l’iniquità, lo sfruttamento, il dolore e la morte su cui sono fondate la vostra civiltà, il vostro presunto benessere e quei simulacri che chiamate vite. Invocate continuamente la legge, ovvero quelle stesse catene che i vostri padroni usano per tenervi inchiodati al vuoto delle vostre esistenze.
Vi diamo una cattiva notizia, l’orda d’oro è in arrivo. L’orda non è una casa, un edificio, un’organizzazione, un collettivo o un progetto politico.
L’orda è l’ebrezza incontenibile, è i legami che ci uniscono, è la gioia armata dei nostri corpi. Potete anche demolire gli edifici nei quali sverniamo sperando di colpirci e noi rideremo fragorosamente della vostra idiozia. Siamo nomadi per istinto, semplicemente occuperemo una nuova rovina.


Nascondete i vostri tesori: l’incendio di milano incombe all’orizzonte.

Cordialmente, i portatori di rovina